NUTRI_MENTI

Delizie d'autunno...le castagne (2° parte)

Buone e ricche di nutrienti!

Sebbene sono molto più ricche di amido e povere di acqua rispetto ai frutti comuni, le castagne possiedono svariate proprietà benefiche, proprio grazie ai loro numerosi componenti nutrizionali.

Prima di tutto, la presenza di fibre, le rende utili in caso di stitichezza, in quanto aumentano la motilità ed il transito intestinale, permettono di mantenere un sostanziale equilibrio della flora batterica e sono di grande aiuto anche nella riduzione del colesterolo. La presenza dei diversi minerali le rende particolarmente indicate per chi soffre di stanchezza cronica, o per la stimolazione delle difese immunitarie, rilevante proprio nella stagione invernale; sono, infatti, utili nella fase di ripresa da influenze e forti raffreddori, ma anche indicate per chi soffre di mancanza di concentrazione o è soggetto a stati di stress. Il potassio, in particolare, è utile per rinforzare i muscoli, mentre il fosforo, insieme alla vitamina B interviene nella costituzione del tessuto nervoso e contribuisce al mantenimento del suo equilibrio, lo zolfo è antisettico e disinfettante, il sodio è utile alla digestione ed il magnesio agisce sulla rigenerazione dei nervi. Grazie alla presenza di zuccheri, le castagne possono rappresentare un alimento alternativo per i bambini allergici al latte di vacca o al lattosio o essere utilizzate, sotto forma di farina di castagne, dai soggetti celiaci; per la preparazione di dolci e minestre, in quanto non contengono glutine. Inoltre, possono essere utili nei casi di anemia, magrezza ed in gravidanza, in virtù del apporto di acido folico, notoriamente consigliato per prevenire alcune malfomazioni fetali.

Sono, invece, sconsigliate per chi soffre di aerofagia, colite e gastrite, oltre che diabete e obesità, e, un po' come per tutti gli alimenti, occorre sempre avere buon senso e mangiarle nella giusta quantità, senza abusarne!!!

Alcuni sostengono di non riuscire a digerirle, perché gonfiano la pancia ed irritano l'intestino, ma si tratta per lo più delle castagne arrosto, che non hanno una cottura uniforme o perché abitualmente vengono consumate nei momenti sbagliati, tipo per esempio a fine pranzo.

Ideale sarebbe non associarle ad altri carboidrati complessi, nel corso di un pasto già di per sé abbondante, ma consumarle, per esempio, a merenda al posto delle solite merendine dei cracker o degli snack industriali, ricchi spesso di acidi grassi saturi.

Al momento dell'acquisto è importante osservare che siano integre e sode, il guscio non deve ammollarsi, se premuto con le dita e non deve presentare grinze, indice quest'ultimo di invecchiamento. La buccia deve essere di colore brillante e uniforme, se presenta piccoli fori, vuol dire che è stata attaccata dai parassiti.
In genere, quelle più piccole sono più adatte alla bollitura, quelle medio-grandi, invece, possono essere arrostite, dopo averle incise con un taglio poco profondo di 2-3 cm. di lunghezza. Queste ultime necessitano, però, di una cottura più attenta, a fuoco moderato, per non bruciare la parte esterna lasciando crudo l'interno.

In ogni caso, sebbene sia un frutto stagionale, tipicamente autunnale, è possibile trovarlo tutto l'anno sotto forma di farina di castagne, marmellate o frutti essiccati

Studio Associato Biologi Nutrizionisti
Dott.ssa Teresa Colonna
Dott.ssa Anna Pepe
Dott.ssa Mina Casanova
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